Spettacoli

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********** 2017 **********

DANCE ON THE TREE

Genere: spettacolo teatrale con musica dal vivo e videoproiezioni

Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Dehon di Bologna, in occasione del Festival Diverse Abilità in Scena de Gli Amici Di Luca.

Dance on the tree ripercorre i momenti più salienti della storia di Julia Butterfly Hill, ragazza che negli anni ’90 in California visse per due anni sopra una sequoia alta 60 metri, per salvare l’albero e l’intera foresta. La storia di Julia rappresenta un caso senza precedenti di resistenza civile ambientale: rimanendo per 738 giorni su una sequoia millenaria, ha combattuto l’aggressivo sistema di sfruttamento ambientale di un’azienda locale, colpevole di aver commesso numerose infrazioni ai danni dell’ecosistema di estese zone boschive. Il suo gesto è diventato un esempio meraviglioso di disobbedienza pacifica.
La vicenda si concluse positivamente, anche se il percorso che ha condotto alla stipula di un accordo per salvare l’albero Luna e la foresta circostante è stato lunghissimo e al limite del martirio. Julia ha affrontato maltempo e vento polare, in uno degli inverni più freddi mai conosciuti. Ha subito l’attacco ravvicinato di elicotteri, sopportato notti insonni e il razionamento del cibo. Ha imparato dall’albero che per sopravvivere alle peggiori tempeste è meglio non irrigidirsi ma, al contrario, abbandonarsi e lasciarsi andare.

MTE vuole riflettere non solo sul discorso “ecologico”, ma anche sulla disobbedienza civile e sulla possibilità di combattere pacificamente per una giusta causa. Nel mondo anche in questo momento ci sono migliaia di persone che con un loro atto di disobbedienza cambiano il corso ingiusto delle cose, spesso pagando con il carcere, con un lungo percorso in tribunale o con la vita. È a loro che dedichiamo questo nostro spettacolo.

musica dal vivo
Fabio Mina: flauto, duduk, danmoi, fujara, elettronica
Marco Zanotti: percussioni, kamalen’goni, kalimba
scene Domenico Demattia ed Elena Coquoz
luci e regia Valeria Nasci

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ASSOLO PER UN TRIO AL FEMMINILE

Genere: teatro sperimentale

Elemento centrale della costruzione scenica è il corpo. Un corpo che esprime una forza superiore al pensiero, che genera energia e porta cambiamenti, in un stato liminale continuo, in cui non c’è pace né tregua.
Soggetto e fulcro dell’indagine sono le differenti fasi di costruzione dell’identità di alcune giovani donne. Donne osservate nella loro relazione intima con l’Amore, rappresentato con tutti i suoi contrasti, e nel loro interrogarsi e mettersi in gioco anche rispetto ai ruoli comunemente attribuiti al soggetto femminile. E se questi ruoli venissero a cadere?
Un lavoro che, oltre a parlare del femminile, vuole far riflettere su uno schema che incombe nelle nostre esistenze: quello del consumo. Consumo che non riguarda solo il singolo atto dell’acquisto di un bene o la dipendenza da una sostanza, ma la modalità con cui sempre di più ci approcciamo alla vita.
In questo correre verso l’accumulo non si ha la possibilità di crescere e di forgiare una Personalità e, nello specifico, di capire come definirsi Donne.

Assolo per un trio al femminile è una performance del Magnifico Teatrino Errante che prende spunto da materiale artistico creato all’interno del progetto Abbandono di Mariagrazia Bazzicalupo, sviluppato dalla stessa nell’ambito del programma Stazioni artistiche 2012 Liv, Performing Arts Centre, Bologna. La performance, risultato di una nuova ricerca e di una nuova composizione registica, rivoluziona il precedente materiale artistico, cambiando la direzione del lavoro e trasformandolo, sia nel linguaggio che nella ricerca stessa dei temi affrontati.

con Mariagrazia Bazzicalupo, Mariateresa Diomedes, Annalisa Frascari
parole
Mariagrazia Bazzicalupo
aiutoregia Mariateresa Diomedes
regia Mariagrazia Bazzicalupo

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MINOTAURI

Genere: performance

Nasce dalla partecipazione a MINOTAURI, un progetto della Rete dei Teatri Solidali della Città metropolitana di Bologna, pensato per ‘entrare nel vivo’ delle visioni e delle pratiche dei diversi gruppi aderenti.

Il Progetto prevede la realizzazione di uno spettacolo teatrale che vede in scena 11 gruppi di teatro e 1 gruppo musicale. L’azione si sviluppa in un itinerario tra diverse stazioni teatrali che il pubblico segue accompagnato da attori e musici, nello spazio scenico di ex istituzioni psichiatriche.

In un unico impianto drammaturgico, ma in una successione di performance, si mostrano le diverse poetiche, le differenti pratiche e regie di gruppi accomunati dal lavoro teatrale sul tema delle differenze, dell’inclusione e del disagio sociale. Dal punto di vista artistico una rara occasione che si alimenta della vitalità, della vivacità sperimentale che caratterizza i gruppi teatrali attivi in molti ambiti del disagio sociale.

Con: ragazze MTE//Tra capo e coda
Regia: Mariateresa Diomedes

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VOCI DI DONNE

Genere: reading performance

Riflessioni, esperienze e storie autobiografiche di donne disabili, con l’obiettivo di coinvolgere la comunità in una riflessione sulla questione di genere nella disabilità.
Il reading è formato da testi scritti da donne con disabilità, partecipanti al concorso “Premio Letterario Pontiggia“, indetto annualmente dall’associazione AIAS.

La performance è nata dalla collaborazione di MTE e Associazione Farm con il gruppo di lavoro del progetto Voci di donne di Aias Bologna onlus.

Con Mariagrazia Bazzicalupo, Annalisa Frascari e Roberta Sireno

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********** 2016 **********

IO SONO QUI

Genere: teatro danza

Debutta a Imola in occasione della rassegna Endogenia d’Impronte e replica a Pieve di Cento, Salerno, Trani, Teramo e Modena. Si è classificato al secondo posto nel concorso Festival il Giullare, svoltosi il 18 luglio 2016 a Trani.

Poesia e storie personali vengono mescolate alla voce improvvisata di un violoncello, attraverso un percorso in costante e lenta mutazione, com’è nel destino dell’essere umano: evolversi e consumarsi.

Ogni gesto racconta l’esserci: respiro, attesa, azione, i passi compiuti in ogni istante vissuto, le molte parti di ogni singola esistenza, tutte diverse, tutte possibili.

La scena si articola idealmente come una successione di scatole, all’interno delle quali lo spettatore può osservare da una fessura. Assisterà all’alternarsi di squarci di vite diverse, che a volte paiono un gioco, a volte evocano litigi dai quali scaturisce dinamismo folle. Oppure, sarà sommerso dall’esplosione delle parole. Ma resta, preziosa ed essenziale, la bellezza dell’essere qui, ora.

Dallo spettacolo:
Semino. Perché ogni cosa nata dalle mie mani abbia una piccola ombra colorata.
Ogni cosa nata dal mio sorriso, illumini con un giallo caldo e accogliente,
dal mio sguardo, si stenda curiosa come un fresco velo verde,
dal mio respiro, si irradi intorno come un bacio rosso e potente,
dalle mie lacrime, si sciolga e scorra, portando via il nero.
Ora vedo tutti i colori: la tavolozza dei fili che formano la rete con cui abbraccio il mondo

Con Ninfa Maria Pesce, Christian Barbieri, Mariagrazia Bazzicalupo, Elena Coquoz, Nura Besic
Al violoncello Giuseppe Franchellucci
Parole Elena Cesari, Annalisa Frascari, Valeria Nasci
Aiuto regia e composizione coreografica Mariagrazia Bazzicalupo
Regia Valeria Nasci

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IL CIELO IN UNA (DI) STANZA

Genere: evento finale del laboratorio 2015/2016

Il cielo in una (di) stanza nasce da un lavoro sui rapporti umani: sui sentimenti che legano le persone e sui conflitti che le allontanano, da quelli individuali a quelli tra famiglie, gruppi, etnie.
Lo spettacolo gioca con i testi e le melodie delle canzoni italiane, creando momenti comici, poetici e irriverenti sul tema dell’amore, ma presenta anche una riflessione sulla rivalità tra popoli e sulla distanza tra individui, per esaminare il sentimento dell’odio, quello che ci allontana da chi è diverso da noi, quello che su larga scala porta alla più insensata tra le esperienze umane: la guerra.
Il cielo in una (di) stanza vuole essere un momento di restituzione di una ricerca ancora in divenire.

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IN VIAGGIO CON I VASO SCARPA

Genere: performance sensoriale

In viaggio con i vaso scarpa nasce dalla partecipazione a Sette paia di scarpe ho consumate, un’azione teatrale plurale realizzata da diversi gruppi teatrali e un gruppo musicale appartenenti alla Rete dei Teatri Solidali della Città Metropolitana di Bologna.

Le scarpe si trasformano in vasi e vengono riempite fisicamente con delle piante.
In questa epoca di grande mobilità e di migrazioni forzate, MTE ha voluto porre l’attenzione sulla possibilità di scoprire e coltivare una nuova vita, ovviamente partendo dall’esempio dei rifugiati, ma allargando il tema in generale alle esperienze di tutti.

Con: Nura Besic, Christian Barbieri, Mariagrazia Bazzicalupo, Elena Cesari, Elena Coquoz, Annalisa Frascari, Roberta Sireno
Regia: Valeria Nasci

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********** 2015 **********

MASCHERE, ovvero IL NASO

Genere: spettacolo teatrale

Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Dehon di Bologna, in occasione della 10° edizione del Festival Diverse Abilità in Scena de Gli Amici Di Luca ed è stato selezionato per partecipare al festival Altre Espressività di Gorizia.

Lo spettacolo, ispirato al racconto Il Naso dello scrittore russo Nicolaj Gogol, racconta di un ragazzo che una mattina si sveglia e si rende conto di aver perso il naso. Il protagonista, interpretato da Gabriele Tagliavini, attore con sindrome di down, dovrà quindi affrontare una ricerca difficile e rocambolesca, fatta di incontri, risate e riflessioni, per ritrovare una parte di sé.

Circondato da amici Gabriele capirà che ci sono tanti modi differenti di affrontare la diversità prodotta da questa improvvisa perdita, non tutti necessariamente negativi, soprattutto se la consapevolezza che ne deriva stimola la ricerca di qualcosa di alternativo.

Lo spunto narrativo della perdita del naso produce un percorso metaforico di riflessione sulle mancanze che più ci colpiscono nel quotidiano: dalla mancanza di normalità alla mancanza di sessualità, attraverso una riscoperta di noi stessi che ci porta a non interessarci di come ci vedono gli altri ma a concentrarci su quello che vogliamo essere.

Testi del Magnifico Teatrino Errante
Maschere della Fraternal Compagnia, realizzate da Tania Passarini e Matteo Ferrari
Scenografie Domenico Demattia
Regia Valeria Nasci

Durata 50 minuti

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ANNE – La carta è più paziente degli uomini

Genere: Spettacolo teatrale con musica dal vivo

Realizzato in collaborazione con Aice – Associazione Italiana Contro l’Epilessia, in occasione della Giornata della Memoria delle vittime della Shoa, lo spettacolo si è classificato al secondo posto nel concorso Festival Internazionale delle Abilità Differenti, svoltosi il 26 maggio 2015 a Correggio e in quella stessa occasione Ninfa Maria Pesce ha vinto il Premio come miglior attrice con la sua interpretazione di Anne Frank.

La carta è più paziente degli uomini”, così scriveva la giovane Anne Frank mentre viveva nascosta con la sua famiglia nell’alloggio segreto, durante quelli che sono stati gli anni più brutti del 20° secolo, perseguitata dalle leggi razziali contro gli ebrei. Grazie al suo diario, Anne poteva sfogarsi di ciò che la opprimeva, in quel periodo di puro terrore fatto di rastrellamenti, fame, bombardamenti, in cui era difficile tenere saldi principi e ideali.

Proprio dalle pagine del diario sono tratte le parole di questo spettacolo, da quella scrittura nata come momento di sfogo e, in seguito, trasformata dalla storia in un manifesto della sofferenza di tanti oppressi in tutto il mondo. Perché sono tante le Anne che ancora oggi devono lottare contro le ingiustizie: nel nostro tempo Anne può essere kurda, armena, nigeriana e in molti casi, anche italiana.

La scenografia dello spettacolo è stata prodotta dagli attori del MTE, attraverso un laboratorio di scrittura creativa dedicato al genere del diario, a cura della poetessa Elena Cesari.

Durata 45 minuti
Anne Frank: Ninfa Maria Pesce
Narratrice: Laura Girotti, Annalisa Frascari
Musica dal vivo: David Sarnelli
Regia: Valeria Nasci

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LE METAMORFOSI DI PICTOR

Genere: Performance

Liberamente tratta da Favola d’amore di H. Hesse

Pictor rappresenta l’artista impegnato in un percorso creativo che, nell’ansia di cogliere e assorbire la bellezza dell’esistente, perde la reale percezione di sé nel mondo e si esaurisce. Finchè l’apparizione dell’amore non gli restituirà il senso della ricerca e darà valore alle sue “metamorfosi”.
Questo canto della trasformazione, descritto da Hesse con un ricchissimo susseguirsi di immagini, si trasforma in una performance recitata a più voci, scandita dal ritmo di differenti corpi in continuo movimento.

Con Marcello Attanasio, Mariagrazia Bazzicalupo, Elena Coquoz, Mariateresa Diomedes
Scenografie: Domenico Demattia
Regia: Valeria Nasci

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********** 2014 **********

BIANCANEVE

Genere: spettacolo teatrale con video proiezioni

Lo spettacolo è stato selezionato per partecipare ai festival: Teatri Paralleli di Sant’Omero (TE) e La Società a Teatro di Ferrara.

Ripercorrendo la notissima fiaba Biancaneve, il Magnifico Teatrino Errante tratta i temi dell’autenticità e dell’apparenza, realizzando uno spettacolo tra il tragico e il comico. Alcuni dei principali elementi simbolici della tradizionale storia dei fratelli Grimm vengono rivisitati, attribuendogli nuovi significati, per creare spunti di riflessione legati alla società contemporanea.

La mela, classico simbolo della conoscenza, si trasforma nella chiave per rivendicare il valore della verità: per questo i morsi dati al frutto avvelenato diventano tanti quanti i casi della nostra storia recente rimasti insoluti e senza giustizia. Lo specchio resiste alle forzature del bello e confonde la matrigna. Le sette nane operose si scoprono contraltare rigido, artefatto e siliconato della candida purezza di Biancaneve.

Dal foglio di sala: “… Ma noi la verità la vogliamo sapere e Biancaneve si spoglia. Vogliamo sapere di cosa sono fatte le mele che mordiamo, vogliamo sapere quanta acqua e quanti pesci sono contaminati dalle radiazioni di Fukushima, dove finiscono i nostri soldi, vogliamo sapere vogliamo sapere vogliamo sapere…. “Specchio specchio delle mie braghe chi è la più bella del Reale”, dice la nostra Matrigna. Abbiamo pensato di rispondere: la verità. La verità è la più bella. E ci rende davvero liberi. Biancaneve di MTE è una storia che appartiene a tutti e che cerca di rivendicare il diritto di sapere …“.

Testi: Annalisa Frascari e Valeria Nasci
Coreografie: Mariagrazia Bazzicalupo e Silvia Borello
Costumi: Simona Cuscianna
Organizzazione: Clio Corradi e Elena Coquoz
Aiuto Regia: Mariagrazia Bazzicalupo
Regia e luci: Valeria Nasci

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Decalogo della felicità

Spettacolo teatrale con la regia di Davide Marzattinocci, Metamorfosi Teatro, Roma.
Lo spettacolo ha partecipato al Festival Cantieri di felicità del Teatro del Pratello di Bologna.

********** 2013 **********

RANDOM CABARET (la variabile casuale)

Genere: Spettacolo teatrale con musica dal vivo, clownerie e acrobatica.

Un vigile coordina un traffico coloratissimo, tenta di arginare i danni causati dai rallentamenti e dalle improvvise mutazioni date dall’arrivo di chi ha, a causa di una menomazione fisica, un tempo diverso dal comune. E se questo mutare il tempo compisse il miracolo di trasformare le proprie insicurezze in squarci di situazioni grottesche? Allora rideremmo insieme. E forse è questo quello che conta oggi. Ridere.

Realizzato in collaborazione con Ass. Oltre, col sostegno di Provincia di Bologna nell’ambito del del progetto Diversamente Bologna. Partner: AICE, SENZA il BANCO, OTTOMANI, CADIAI, Teatro Ridotto, Teatro Lolli, ArtShip, Voci dalla Soffitta.

Con gli attori MTE e Manuela Ara
Musiche Marco Zanotti e David Sarnelli
Regia Valeria Nasci

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IL PESO DELL’ELEFANTE

Genere: Performance di teatro danza con musica dal vivo.

Lo spettacolo ha partecipato al Festival MOB Molecole Bolognesi di Bologna.

I personaggi kunderiani di questo spettacolo riflettono sul peso. Quello che ognuno si porta addosso e quello che ognuno di noi, per date circostanze, rappresenta. Come in Kundera, ci si domanda se la vita umana, essendo unica, deve essere sentita come un fardello, per cui ogni azione si manifesta come una pesante, unica, imperdibile possibilità; oppure può essere vissuta con leggerezza…

Con Mariagrazia Bazzicalupo, Annalisa Frascari e Serena Roazzi
Regia
Valeria Nasci

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********** 2012 **********

ANCHE L’OCCHIO VUOLE

Genere: Spettacolo teatrale tratto dal testo Non sono stata Anna, terzo classificato al Premio Drammaturgia e Disabilità 2011, di A. Frascari e V. Nasci

Persone appaiono e scompaiono, arrivano per abbandonare, scappano per tornare, si nascondono per gioco. Ognuno di loro scopre il solco profondo che si innesta tra il vedere e il guardare, tra l’osservare e l’essere osservati.

Regia Valeria Nasci
Coreografie e assistente alla regia Mariagrazia Bazzicalupo
Musiche e direzione coro Marco Zanotti

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